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lunedì 8 novembre 2010

Futuro e Libertà Barbareschi legge il Manifesto per l'Italia accompagnat...

lunedì 1 novembre 2010

Un triangolo futurista per i nostri figli


di Alessandro Piergentili

Un triangolo ideale con cui unire le direttrici sulle quali si baserà l'azione politica di Futuro e Libertà e di Generazione Italia. Il discorso di Gianfranco Fini, come sempre lucido ed illuminante, ci ha regalato dell'ottimo materiale per sviluppare le nostre idee ed i nostri progetti politici. Nazione, legalità e lavoro. Un triangolo futurista formato da tre parole. Tre parole, tre concetti dietro i quali si nascondono problemi e soluzioni che determineranno il nostro futuro e quello dei nostri figli. Ognuno di noi, quelli che Fabio Granata chiama "straordinaria e nuova base militante" adesso ha una traccia per fare la propria parte. Un'idea di nazione che non divide i propri cittadini in comunisti e fascisti, in stranieri ed italiani, in lavoratori pubblici e privati, in meridionali e settentrionali, ma unisce tutti attorno a dei valori condivisi. Proprio perchè formata da tutti i cittadini l'Italia futurista è una nazione inclusiva che non ha paura dello straniero, perchè sa riconoscere il clandestino e l'illegale, ma sa integrare il regolare, i figli degli extracomunitari che sono nati nei nostri territori, i nuovi cittadini ed i futuri cittadini che già pagano le tasse ed i contributi, fanno acquisti nei nostri negozi e nei nostri supermercati, badano ai nostri anziani ed ai nostri figli. Una nazione che è accogliente perchè è forte, coesa e sicura di sè. Una nazione che è formata da una comunità di cittadini che possiede il senso civico nel senso originario del termine e che fa della legalità e dell'etica un principio irrinunciabile a tutti i livelli proprio perchè si sforza di fare cultura in tal senso e non incentiva chi va controcorrente e promuove comportamenti antietici prima che illegali. Una nazione fondata sul lavoro, che utilizza le proprie risorse economiche, sociali e culturali per creare occupazione, posti stabili, se possibile, altrimenti ben remunerati. Una nazione che faccia proprio quindi il banale principio economico della remunerazione del rischio di perdita del posto di lavoro. Un lavoro a tempo determinato deve essere remunerato di uno a tempo indeterminato, a parità di mansioni. Fondare una nazione sul lavoro significa anche far convergere tutta l'organizzazione del paese verso politiche di sviluppo sostenibili nel tempo, che tengano conto delle peculiarità della nostra nazione, delle differenze tra il settentrione ed il meridione che debbono essere sensibilmente ridotte nel breve periodo ed annullate nel medio termine. Insomma il triangolo futurista non è altro che un ritorno ai principi fondanti della nostra nazione, del senso nel nostro stare insieme come comunità, il triangolo futurista non è altro che la lettura, la comprensione e l'accettazione dei primi articoli della nostra Costituzione.

Dopo l'Adriano a Perugia apriamo una nuova stagione


Di Fabio Granata

Lo straordinario discorso di Gianfranco Fini all’Adriano ha aperto di fatto, alla vigilia dell’appuntamento di Perugia, una nuova e impegnativa fase nella giovane vita del nostro progetto politico.


Se Fini ha ragione, e ha certamente ragione, a dire che l’Italia è ferma e in profondo declino e che il Governo non è più all’altezza della situazione, dopo Perugia è doveroso e inevitabile immaginare di aprire una fase nuova, nella quale sarà inevitabile e coerente con le nostre posizioni, ritirare la nostra delegazione dal Governo, assicurando soltanto l’appoggio esterno all’esecutivo, al solo fine di affrontare le emergenze reali del paese e le parti condivise del programma.

Su legalità, regole, giustizia non siamo più disposti a cedere di un solo millimetro al cupio dissolvi che sembra caratterizzare l’azione politica di Berlusconi e del Pdl.


Attraverso il ritiro della nostra delegazione appariremo certamente più coerenti sia agli occhi dell’opinione pubblica sia della straordinaria, e nuova, base militante che sopratutto attraverso Generazione Italia, abbiamo aggregato ed entusiasmato e che adesso attende coerenza e segni inequivocabili di rinnovamento nei metodi e negli uomini.


Serve per questo distinguerci con più forza dall’attuale centrodestra e sopratutto non commettere errori nella organizzazione territoriale.


Dobbiamo avere una grande capacità di ascolto della base e di coloro i quali dall’inizio ci hanno sostenuto. In Toscana come in Abruzzo, in Sicilia come in Piemonte non consentiamo il crescere di malumori o polemiche per l’eccessiva apertura verso soggetti e posizioni politiche non in linea con i grandiosi propositi di innovazione e legalità che ci siamo dati.


E’ quella la nostra forza e la nostra garanzia per la prospettiva. Legalità, innovazione, coerenza per costruire una nuova Italia

venerdì 29 ottobre 2010

Lo sviluppo della Sicilia passa dal rispetto per l'ambiente e per la cultura

di Alessandro Piergentili

Una delle regioni più belle d'Italia con un patrimonio artistico, paesaggistico e culturale invidiabile che non riesce a valorizzare tali risorse che in altre parti del mondo darebbero da vivere a ben oltre i suoi cinque milioni di abitanti. La colpa è innegabilmente delle classi dirigenti che si sono succedute e della criminalità organizzata. Sia le une che le altre non hanno certamente avuto nel loro DNA costitutivo il rispetto dovuto per tale tesoro ed hanno anzi alimentato la cultura dell'individualismo, dell'affarismo e del mercatismo. Purtroppo tale virus sembra essersi diffuso anche a livello nazionale ed a tutti i livelli. La fortuna è che il livello di saturazione ha raggiunto e forse superato il limite. Noi spontaneisti di Generazione Italia ci sentiamo impegnati, quasi fossimo dei medici, a debellare questa malattia che ci attanaglia attraverso battaglie e proposte politiche che hanno l'ambizione, forse ingenua o illusoria di rivoltare questa regione come un calzino. Ma le grandi sfide vittoriose nascono proprio da chi si illude di poter cambiare il mondo e per bravura, testardaggine ed anche un pizzico di fortuna a volte ci riesce. Parliamo di cose concrete e partiamo dal rispetto dell'ambiente. La questione delle trivellazioni nella Val di Noto è allucinante. Una valle classificata dall'Unesco come patrimonio dell'umanità dovrebbe subire una violenza devastatrice per mantenere fede alla visione affaristica della classe politica siciliana. La scusa ufficiale sarebbe quella di creare posti di lavoro. Ma quanti lavori verrebbero persi nel settore turistico-culturale? Che danni lasceremo alle generazioni future? Ci rendiamo conto che non stiamo parlando del Texas o dell'Arabia Saudita, dove peraltro stanno iniziando a sviluppare progetti per lo sfruttamento delle energie alternative? Ieri 32 circoli siciliani di Generazione Italia hanno iniziato una collaborazione in tal senso. Questo nucleo iniziale è aperto al contributo di altri circoli siciliani e non, per creare un modello di sviluppo alternativo che passi anche da soluzioni importate dall'estero per creare sviluppo economico attraverso l'arte, il turismo e l'ambiente, come i trust culturali di diritto anglosassone che impiegano una media di 60-70 persone contro una nostra media di occupazione nelle associazioni culturali di 6-7 persone e che hanno il vantaggio di poter sfruttare incentivi al mecenatismo oggi da noi impensabili. Creare, insomma, una vera e propria economia alternativa con musei aperti di notte, ristoranti ed altre attività ricreative abbinate al mondo dell'arte anche attraverso dei veri e propri percorsi studiati, figure professionali innovative come quella dei promoter culturali con la possibilità anche di sfruttare i social network per pubblicizzare eventi, iniziative e luoghi anche e soprattutto all'estero per l'incoming, etc. Vogliamo un rinascimento siciliano che non passi dall'inquinamento e da visioni politiche affaristiche, ma da una visione etica dell'ambiente, della legalità, della cultura, che valorizzi la tradizione e la storia ed affianchi tecnologia ed innovazione in modo compatibile e con un obiettivo finale di crescita e sviluppo. E' per questo che abbiamo aderito a Generazione Italia non dimentichiamolo mai.

mercoledì 27 ottobre 2010

Generazione Palermo per l'ambiente e la legalità con Fabio Granata


Ci piacciono le battaglie politiche di Fabio Granata e di Carmelo Briguglio. Non possiamo nasconderci dietro ad un dito. Ci siamo innamorati politicamente del loro modo di far politica e delle loro idee. Abbiamo aderito spontaneamente a Generazione Italia ed avevamo sentito parlare pochissime volte i due parlamentari siciliani visto che tutti noi non avevamo mai fatto politica attiva. Ci siamo buttati in questa avventura perchè ci riconoscevamo nella battaglia che stava facendo il Presidente della Camera Gianfranco Fini a livello nazionale. Anzi la nostra diffidenza verso i politici ci ha fatto analizzare con occhio severo qualsiasi dichiarazione di tutti i deputati nazionali e regionali. Ebbene abbiamo scelto loro, perchè le loro proposte sono le nostre proposte. Come si fa ad essere per le trivellazioni lungo le nostre bellissime coste, come si fa ad essere contro le dichiarazioni a favore della magistratura, contro le dichiarazioni su presunte e disastrose sanatorie edilizie allo studio da parte della nostra regione? In particolar modo ci schieriamo a fianco dell'on.le Granata quando afferma che sarebbe gravissima la ripresa delle trivellazioni in zone che sono patrimonio dell'Unesco e quindi dell'umanità ed a chi, anche all'interno del nostro movimento, oppone "logiche di territorialità e di esclusività nell'analisi del problema" in questa come in altre vicende, rispondiamo che noi gente libera, cittadinanza attiva e responsabile stiamo rinunciando a del tempo da dedicare alle nostre famiglie ed al nostro lavoro non per creare dei feudatari o dei reucci territoriali, ma per far crescere culturalmente, socialmente ed economicamente il territorio siciliano. Generazione Italia è nata per questo ed il Manifesto di Ottobre presentato nei giorni scorsi a Milano va proprio in questa direzione. La cura dei nostri valori e delle nostre speranze per regalare ai nostri figli una Sicilia migliore passa anche per il rispetto per l'ambiente e per la valorizzazione delle nostre risorse turistiche e paesaggistiche.
E' per questo che Generazione Palermo, il primo circolo di Generazione Italia creato in Sicilia, simbolo dello spontaneismo, la scorsa settimana ha deciso con voto unanime di schierarsi totalmente al fianco di Fabio Granata ed a coloro i quali, amministratori locali associazioni e liberi cittadini fanno proprie le nostre idee sull'ambiente, sulla cultura e sulla legalità.
Generazione Palermo Circolo Territoriale di Generazione Italia

martedì 26 ottobre 2010

La legalità che arriva dal basso


di Giulio Figlia


Campo di azione principe di FLI è sicuramente la legalità, legalità di cui in Italia si sente sicuramente bisogno, sia in campo legislativo (troppe volte negli anni si sono viste leggi che depenalizzavano reati finanziari o ne accorciavano i tempi di prescrizione) che in campo culturale (guardare l’ostilità, a titolo esemplificativo, con cui certi programmi di inchiesta vengono accolti, troppo spesso bollati come faziosi aprioristicamente).


Dire che la mancanza di legalità intesa come corruzione e spregiudicatezza etica opprima il capitale umano italiano è ormai un fotografare un dato di fatto, sta perdendo la sua connotazione di denuncia per diventare quasi cliché. E’ il momento dei fatti. Bene il ddl anticorruzione nella sua versione proposta da Il Fatto Quotidiano che come ricordato dall’on. Granata è prioritario approvare e far diventare legge dello Stato ma è anche l’ora che siano le organizzazioni e le associazioni dei cittadini nelle loro più disparate forme a muoversi. Sull’esempio di ciò che Confindustria Sicilia ha fatto sul versante della lotta alla mafia e al racket, buttando fuori dalla sua organizzazione gli imprenditori che pagano il pizzo, perché la stessa Confindustria non si mette in moto per qualcosa che distorce il mercato e la serena convivenza al pari della mafia, ovvero perché Confindustria non butta fuori tutti i suoi associati che pagano tangenti ed evadono le tasse o commettono altri reati di natura finanziaria? Del resto se si condannano gli imprenditori che si piegano al pizzo essendo spesso vittime sarà facilissimo condannare quegli imprenditori che non essendo vittime sono solo dei criminali. Qualche malalingua può dire che cosi Confindustria si svuoterebbe, dicevano lo stesso di Confindustria Sicilia prima che iniziasse ad espellere gli imprenditori vicino alla mafia ma in realtà é successo che sempre più gente (ma ancora la strada è lunga) ha iniziato a denunciare gli estorsori, magari finirebbe cosi anche nella lotta alla corruzione, o no?

giovedì 21 ottobre 2010

Il movimentismo per la legalità contro la real politik

di Alessandro Piergentili
Lo dobbiamo ammettere. Ci sentiamo politicamente schizofrenici. In noi coesistono due anime che fanno del mondo finiano un soggetto politico unico nel suo genere. Ricordiamoci di come e quando siamo rinati, perchè trattasi proprio di rinascita. Siamo rinati il Primo Aprile con Generazione Italia, sul web attraverso una partecipazione attiva e democratica di migliaia di persone che dedicavano il proprio tempo, le proprie idee e la propria passione ad una causa. Una marea che già si era avvertita con il voto al Senato della famosa "legge bavaglio", che aveva provocato un cambiamento netto di rotta alla Camera dei Deputati. La potenza di un nuovo modo di vedere e di fare politica, che anche negli Stati Uniti sta prendendo piede. Attenzione, però, perchè finchè c'è coerenza, partecipazione, linguaggio chiaro e trasparente il mezzo è funzionale ad un successo politico, ma può trasformarsi in un boomerang, e ce ne stiamo accorgendo in questi giorni, perchè il mondo web non comprende più il "politichese". Ma non è solo il mondo web, poichè internet non è che il megafono di quello che magari si dice nelle sale d'aspetto dei medici, piuttosto che alla fermata dell'autobus, al bar, etc. Chi scrive è un movimentista della prima ora, che però comprende le ragioni che spingono Futuro e Libertà a votare per il Lodo Alfano, ragioni di real politik che oggi sono valide, ma che potrebbero non esserlo più fra qualche settimana o mese, anche sotto la spinta della web-protesta. Le due anime, se ben combinate, potrebbero più che funzionare, senza che l'una soccomba all'altra. La nostra forza è proprio data da questa sorta di schizofrenia politica, che avvicina la mente al cuore, completandoci. Godiamo di questa alchimia e sfruttiamola sempre di più, questa è la novità nel panorama politico italiano data da Generazione Italia e da Futuro e Libertà.

martedì 21 settembre 2010

Caro Gianfranco, senza se e senza ma contro cricche, prepotenti e ascari


di Fabio Granata
Caro Gianfranco,
il distacco con il quale hai evitato di commentare la sceneggiata taorminese di Silvio Berlusconi, lo capisco profondamente ma devo confessarti di non condividerlo fino in fondo.
La volgarità delle parole di Storace e la gravità di quelle di Donna Assunta, in una cornice da taverna da parte dei tanti “nuovi ascari” della fiamma accorsi, merita, infatti, più di una riflessione da parte nostra.
Ancora una volta il disprezzo ostentato nei nostri confronti da uno come Storace, indagato per la mala gestione della sanità laziale e da te miracolato con la nomina a Ministro e le parole durissime di chi abbiamo contribuito a far eleggere Presidente del Consiglio suonano allucinanti mentre ancora alcuni dei nostri utilizzano toni melliflui e dorotei sui nostri rapporti con il Pdl e sulla priorità assoluta di offrire uno scudo giudiziario al Premier.
Allora, Gianfranco, voglio dirti con chiarezza e affetto: non ci sto a sposare ancora la tesi della congiura giudiziaria contro Berlusconi.
E mentre con i dossier e i giornali di famiglia continua e si fa ancora più grave il metodo Boffo nei tuoi e, in prospettiva, nei nostri confronti, non sopporto più le sofferte riflessioni e le trovate giuridiche di qualche amico al fine di provare a garantire impunità nei confronto di chi, potendo, ci cancellerebbe dalla scena politica.
Non ci sto a sopportare con rassegnazione attacchi e lezioni di moralità politica nei nostri confronti dai difensori di alcune delle figure più torbide della storia repubblicana e da chi cerca di mettere insieme, con ogni mezzo, deputati disposti a tutto.
Gianfranco, tu sai bene, ed è il tuo più grande insegnamento, che per costruire una grande forza nazionale, legalitaria, Repubblicana e Costituzionale, dobbiamo far si che i mezzi siano all’altezza dei fini: allora va bene il sostegno al programma votato dagli elettori, ma riempiamo immediatamente di contenuto politico il senso delle “mani libere su tutto il resto” che abbiamo rivendicato.
Serve immediatamente una rigorosa norma anticorruzione, e non è più rinviabile la concessione di diritti pieni di cittadinanza a tanti bambini e ragazzi nati in Italia da genitori regolarmente qui residenti e che si sentono, e sono, “nuovi italiani”. Allo stesso tempo non è più rinviabile una rigorosa iniziativa politica e parlamentare sulla libertà d’informazione e sul conflitto d’interesse.
Eppoi occorre porre rimedio con il reperimento di adeguate risorse, agli enormi problemi della scuola pubblica, della ricerca e dell’Università se vogliamo costruire percorsi di superamento del declino nazionale, come attenzione e sostegno non potranno mancare a misure straordinarie adeguate per le forze dell’ordine e per la magistratura.
Essenziali poi nuove politiche culturali e ambientali, al fine di salvaguardare e rilanciare il più grande patrimonio, e la più grande risorsa dell’Italia.
Lo spazio politico che possiamo aprire, restando fedeli alle nostre radici ma con “capacità dinamica” di interpretare una “certa idea dell’Italia” è enorme, come enorme è la stima che gli italiani onesti hanno nei tuoi confronti.
Serve però liberarsi subito da tatticismi eccessivi e moderatismi privi di progetto e andare finalmente in campo aperto a parlare all’Italia profonda in modo semplice e coerente.
Solo così varrà la pena di percorrere questa nuova avventura politica.
Con l’ambizione di poter costruire un’Italia diversa e liberata da cricche, prepotenti e ascari.

sabato 24 luglio 2010

Possiamo avere dubbi se schierarci con Fabio Granata?


di Alessandro Piergentili

Non è perchè siamo di Generazione Italia o perchè siamo finiani. Non è nemmeno perchè ci sta simpatico e stimiamo l'onorevole Fabio Granata. Onestamente ma come si fa a non sottoscrivere le parole di chi ha fatto dell'esempio e dell'azione politica quotidiana un sinonimo della parola "etica", prima ancora che della parola "legalità"? Soprattutto come si fa a non sottoscrivere quelle parole, da chiunque provenissero. Chiedere che si faccia pulizia all'interno del PDL è lesa maestà? Addirittura si scomodano i probiviri del partito per epurare l'eretico legalitario? La parola probiviri, che deriva dal latino, letteralmente uomini retti, onesti mal si addice a ciò che si chiede loro di fare. Non è possibile che un partito liberale di massa sia diventato così illiberale, tanto da dare l'impressione, sicuramente sbagliata, di attaccare chi si prodiga contro la mafia. Il risultato, però, è quello di isolare chi combatte politicamente, chi cerca di far cultura etica, chi promuove l'azione di una magistratura che non sta sui giornali, ma lavora quotidianamente per combatte un cancro che divora l'economia e la vita sociale e culturale del sud. Il PDL vuole offrire questo spettacolo? Invece di far crescere al suo interno 10,100,1000 Granata, vuole tenersi indagati e altro? Speriamo che la cosa rientri, altrimenti sarebbe il più grande errore politico della breve storia pidiellina. Comprendiamo che per attaccare il leader, in politica si colpiscono i suoi più stretti collaboratori, ma agli occhi dei tanti cittadini onesti questo suonerebbe come un campanello d'allarme.
La reazione di Fini, dei finiani e di Generazione Italia a quel punto sarà politica, come sempre, e da quello che abbiamo potuto apprezzare finora, da queste parti c'è chi di politica se ne intende.

mercoledì 21 luglio 2010

Generazione Italia ed il sud

di Alessandro Piergentili

Forse parlare della questione meridionale è fuori moda. Ormai è diventata quasi un passatempo accademico e soprattutto impopolare.
Il mantra che ci hanno ripetuto in questi ultimi anni parla solo di nord scontento perchè sovvenziona il sud. Lungi da noi affrontare tale tematica, che potrebbe essere facilmente confutata e trasformata da paradigma ad assurdità in poche righe, ma non vogliamo andare fuori tema. Oggi concentriamoci sul rapporto Svimez uscito nei giorni scorsi.
Il rapporto è allarmante e non esageriamo; il divario nord, sud cresce a ritmi spaventosi ed insostenibili. A titolo di esempio possiamo ricordare che nel 2008 una famiglia meridionale su tre non ha avuto i soldi per vestirsi.
Citeremo solo questo dato, basta ed avanza per evidenziare la situazione drammatica senza annoiarvi ulteriormente.
Parliamo invece di ricette risolutive e dei modi in cui Generazione Italia può issare la bandiera del rilancio del sud senza apparire il solito movimento "assistenzialista". A nostro parere va subito stimolato un dibattito aperto a tutti gli "amici del movimento" per costruire una piattaforma politica fatta di emendamenti alle prossime finanziarie, proposte di legge a livello nazionale e locale, confronto con gli organi economici italiani ed europei che ci facciano diventare il motore politico del rilancio economico italiano, come lo è la Lega per il federalismo. Avete letto bene, abbiamo scritto rilancio italiano e non meridionale, non è un errore. Risolvere il problema dello sviluppo meridionale consentirebbe di agire su tutti i più grandi problemi che attanagliano la nazione. La criminalità organizzata trova terreno fertile nell'arretratezza del meridione, la crescita del PIL risente della debolezza economica del sud, le entrate fiscali, il deficit pubblico, tutti i principali dati economici negativi dipendono da questa depressione ultradecennale.
Con delle ricette economiche valide potremmo cambiare veramente questa nazione e ridare speranze ai giovani meridionali. La nostra proposta però esiste e passa per il pieno utilizzo della leva fiscale. Seguiamo l'esempio di altre aree depresse in Europa e nel mondo. Guardiamo all'Irlanda e come da una nazione povera e principalmente rurale si sia passati ad una nazione sede delle più grandi istituzioni finanziarie e di multinazionali come la Google Europe. La capacità di attrarre investimenti è passata dalla scelta di avere una tassazione differenziata e di concentrarsi sulle aziende di servizi e non sullo sviluppo industriale. Ciò ha reso l'operazione più veloce e più flessibile.
Un'operazione di questo genere sarebbe possibile anche in presenza di un mutamento federalista dell'assetto nazionale, anzi, forse ne risulterebbe facilitata. proponiamo quindi uno scambio alla luce del sole. Chiediamo a chi vuole portare avanti il federalismo la previsione di un periodo di forte differenziazione della leva fiscale nelle diverse regioni, anticipiamo l'autonomia fiscale regionale, prima di discutere dei costi standard parliamo delle entrate e della capacità di attrarre gli investimenti al sud.
Pensiamo che Generazione Italia sia il movimento creato al posto giusto nel momento giusto, per far si che un'occasione storica non vada sprecata, è ora di cercare di rimanere sui libri di storia per qualcosa di effettivamente positivo.

mercoledì 14 luglio 2010

L'etica della legalità


di Giulio Figlia


Qualche giorno fa, in un articolo su www.generazioneitalia.it, ripreso in questo nostro blog, Fabio Granata usava il titolo del libro e film “Romanzo Criminale” per definire sinteticamente cosa accade nel PdL in termini di etica, legalità, trasparenza. Tutti noi, sfogliando le pagine di cronaca giudiziaria, non possiamo non notare che gli scandali politica-malaffare vedono coinvolti sempre almeno un esponente del Popolo della Libertà, è difficilissimo, e a memoria non ne ricordo, trovare un’inchiesta in cui non ce ne siano. Va da sé che questo non accade perché gli esponenti del partito di maggioranza siano antropologicamente inclini al crimine ma per il semplice motivo che essendo appunto maggioranza sono quelli che ricoprono quei ruoli di responsabilità che li rendono un bersaglio da avvicinare, da tentare, da condizionare, da corrompere da parte dei faccendieri, delle cricche, delle logge, delle cosche. E’ solo per questo? O c’è pure una mai affrontata questione morale all’interno del PdL?


Secondo il mio parere è tale questione morale il vero problema. Questione che trova conferma anche nelle mancate dimissioni di Verdini, di Caliendo, di Cosentino, (se nei prossimi giorni ci saranno è chiaro che saranno imposte per evitare la sfiducia) o di Dell’Utri, per non parlare dell’insofferenza mostrata quasi quotidianamente nei confronti della magistratura da parte di molti esponenti del PdL, a partire dallo stesso Silvio Berlusconi. Ostilità verso la magistratura che porta ad un sentimento di accerchiamento che sconfina dal garantismo alla desiderata immunità (o impunità) arrivando a credere senza se e senza ma nell’innocenza del politico indagato, anche quando, come nelle ultime vicende, vi sono riscontri oggettivi o addirittura sentenze avverse all’imputato, e al considerare come un complotto, un tentativo eversivo il solo indagare della magistratura. Intollerabili infine sono gli attacchi da parte di membri del PdL ad alcuni compagni di partito, i cosiddetti “finiani”, come Bocchino, Buongiorno o Granata i quali hanno avuto il torto di domandarsi se era il caso per motivi di opportunità politica e morale se chi è al centro di svariati scandali non debba dimettersi, oppure il torto di presentare emendamenti per andare incontro, nel caso del ddl intercettazioni, alle critiche della quasi totalità degli esperti del settore. E’ questo essere giacobini e giustizialisti? O forse sono gli altri che difettano di etica?


Se è vero come è vero che la libertà è un diritto assoluto che va tutelato sempre e la sua privazione può avvenire solo in caso di accertamento oltre ogni ragionevole dubbio della colpevolezza dell’imputato, il fare politica e il governare la res publica non sono diritti assoluti ma oneri che investono il politico, il quale dovrebbe essere un esempio per la comunità, giudicato politicamente (non giudiziariamente, è chiaro) ribaltando un principio giuridico: passando dalla colpevolezza ogni oltre ragionevole dubbio all’innocenza oltre ogni ragionevole dubbio. Solo così, spazzando il campo da ogni possibile ombra o sospetto, si può ridare dignità attraverso l’etica della legalità alla Politica; è questo che noi di Generazione Italia vorremmo fare, riportare l’etica della legalità al centro dell’agone politico, cosa che è la norma in tutte le democrazie del mondo tranne in una: l’Italia, almeno finora.


domenica 16 maggio 2010

Nasce il Circolo territoriale GenerazionePalermo


Perchè nasce Generazione Palermo? Cos'è Generazione Palermo? Generazione Palermo è un Circolo facente parte dell'associazione nazionale Generazione Italia. Siamo persone che non hanno mai fatto politica, ma che se ne sono sempre interessati da semplici cittadini. Pensiamo che ci voglia una Destra moderna, europea, post ideologica che sia rispettosa delle istituzioni e che faccia della legalità e dell'unità d'Italia principi irrinunciabili. Pensiamo che la cultura italiana dominante che in questi ultimi anni ha cambiato in peggio l'Italia, non dia spazio ai giovani, al futuro, alla speranza, all'accoglienza, all'altruismo, all'accettazione del diverso. Purtroppo ne concede molto all'egoismo, alla paura di chi non è uguale, alla cultura del presente, dell'oggi, alla ricchezza ad ogni costo. Ogni giorno nelle Tv, nei giornali, nelle radio si porta avanti questa cultura negativa che instilla goccia dopo goccia, in ognuno di noi, i virus dell'avidità, della xenofobia, della divisione.
Noi, nel nostro piccolo, faremo la nostra parte per portare avanti concetti positivi, all'interno di un modo diverso di fare e concepire la politica, più come missione, che come ricerca di opportunità. Perchè, vi diamo forse una notizia che alberga nel vostro inconscio, ma che oggi sembra sopita: le persone oneste, che non rubano, che vivono dei sacrifici quotidiani del proprio lavoro svolto con impegno e solerzia, sono la maggioranza. Il circolo ed i suoi partecipanti si propongono, sia come luogo dove discutere e cercare di fare alta politica, che come luogo di ascolto per i nostri ed i vostri problemi. Non sempre ci sarà una soluzione o la possibilità di aiutare, ma già ascoltare ed essere ascoltati oggi può voler dire molto.
Grazie per l'attenzione,
Circolo Territoriale Generazione Palermo