domenica 1 aprile 2012

I ragazzi in Giallo per Aricò e Canzoneri. Partiamo dal sole per RiFare Palermo



Giornata calda, ieri a Palermo. Sotto il sole di Piazza Magliocco, in via Ruggiero Settimo, i ragazzi di Generazione Futuro hanno organizzato il primo gazebo per sostenere al candidatura di Gaetano Canzoneri, al consiglio comunale, e di Alessandro Aricò, a sindaco della città. Un successo. In tanti, tra cittadini e non, si sono fermati, nel pomeriggio, incuriositi dal colore GIALLO che illuminava il centro della città. Molti e, soprattutto, di tutte le età, affascinati dall'idea che dei giovani per tutto il pomeriggio, stessero a “sponsorizzare” un politico. Un giovane politico. E intanto, il blu e il giallo, riempivano la città. Volti nuovi e di giovani. Per questo la gente si complimentava. Palloncini e bandierine per i più piccoli, penne per gli adulti. Tutto giallo per “Rifare Palermo”. Intanto, i ragazzi ascoltavano la gente per carpire quali ancora siano i problemi della quinta città d'Italia. Per farla tornare a respirare. Per Rifare Palermo. Il Coordinatore Provinciale di Generazione Futuro Palermo, Domenico Pane afferma: "Un momento tra la gente perchè per noi la politica è questo: servire la gente è il nostro imperativo costante, abbiamo incontrato i cittadini attraverso lo strumento dei gazebo ed ancora lo faremo nelle prossime settimane per ascoltare le istanze che provengono dalla società" . Non di meno il candidato al consiglio comunale, Gaetano Canzoneri che dice "darVi voce attraverso l'iniziativa a sostegno del nostro candidato sindaco Alessandro Aricò. Siamo felici perchè i cittadini hanno affollato il gazebo contribuendo con una propria "idea" alla costruzione di un nuovo progetto per la rinascita di Palermo."Un successo perchè spostandosi per le vie, non era difficile notare il colore del sole, scelto da Alessandro per illuminare una Palermo che luce, ultimamente, ne vede poca.


di Sefy Aiello

venerdì 16 dicembre 2011

Lettera del responsabile Alessandro Piergentili, agli iscritti di Generazione Palermo


Cari amici, in questi ultimi due anni ho capito una cosa. Non sono e non sarò mai un politico, sono troppo cittadino per esserlo. La politica mi piace e mi appassiona, ma non ne ho completamente la mentalità. E' per questo che all'interno di Generazione Italia mi trovavo a mio agio e non appena è nato FLI (un partito) non mi ci sono più ritrovato. Ciò ha fatto si che la mia battaglia politica si dirigesse verso chi rappresentava la funzione politica all'interno del partito sul territorio. Due mentalità diverse, anche se alla fine debbo ammettere che il coordinatore provinciale Alessandro Aricò, che ho tanto avversato in rappresentanza di voi iscritti al mio circolo, si è rivelato migliore e più galantuomo di molti di quelli che rappresentavo. Forse è proprio vero che se la classe politica è quello che è dipende dal fatto che la gente, nel tempo, è peggiorata. Quindi sono stato felice della sua conferma come coordinatore al congresso provinciale e non lo dico perchè sono cambiato io o perche sono una banderuola (del resto io dico questo dopo tre mesi di meditazione, altri da un giorno all'altro da che ne parlavano male, ma tanto male, sono passati ad inneggiarlo come sindaco di Palermo) ma perchè "politicamente" ha ben lavorato e ha saputo anche raccogliere i frutti di chi, come noi, aveva tanto seminato in Generazione Italia. Oggi il mio impegno e quello di tutto il circolo, si limiterà ad aiutare giovani in gamba ad emergere per contribuire a cambiare in meglio la classe politica. Ho scelto di appoggiare Gaetano Canzoneri alle prossime comunali di Palermo, un giovane in gamba che guida una squadra di bravi ragazzi determinati. Questo è quello che voglio fare per essere coerente con il mio impegno, niente di più, niente di meno. Ad maiora.

mercoledì 16 novembre 2011

COMUNICATO RIUNIONE DEL CIRCOLO GENERAZIONE PALERMO

Mercoledì 16 Novembre 2011- Nella riunione del circolo di FLI Generazione Palermo svoltasi in data odierna si è deciso all'unanimità di mantenere inalterato il comitato direttivo e di nominare due vice-responsabili operativi: Salvatore Cristaldi e Davide Velardi. Entrambi avranno la piena rappresentanza del circolo, al pari del responsabile Alessandro Piergentili e dell'attuale vice-responsabile Francesco Mannino.  Si fa notare che i due nuovi vice-responsabili hanno rispettivamente 28 e 21 anni. Largo ai giovani non è solo una bella espressione, bisogna renderla pratica ed efficace con comportamenti e decisioni coerenti.
Nella riunione si è deciso anche di procedere con vari progetti che renderanno possibile avere una sede e dare lavoro a dei giovani iscritti al circolo. Stay Tuned.

giovedì 27 ottobre 2011

Il Partito della classe media, il partito della Nazione

di Alessandro Piergentili
Una nazione democratica è in salute quando la sua classe media è numerosa e forte economicamente e socialmente. Quando i giovani hanno la possibilità ed un'alta probabilità di salire la scala sociale, di passare dagli strati sociali più bassi a quelli medi e medio-alti e così via. La direzione di percorrenza della scala sociale, da parte dei giovani, dovrebbe essere l'indicatore principale con cui si analizza l'operato di una classe dirigente nel corso di un decennio-ventennio. Se utilizziamo questo metro la classe dirigente della Seconda Repubblica dovrebbe essere clamorosamente bocciata. Del resto c'è chi si è finto rappresentante e difensore della classe media, quando invece ha portato avanti politiche tese alla concentrazione della ricchezza che si sono perfettamente inserite in un contesto economico a livello mondiale che andava nella medesima direzione e chi si è contrapposto a lui portando avanti ricette vetuste in netto contrasto con le esigenze della middle class italiana. La scelta tra Tremonti e Fassina non ci esalta, anzi ci fa presagire tempi peggiori dinanzi a noi. Il terzo polo può essere il nucleo di un nascente partito di massa che rappresenti l'intera classe media. Un'anima cattolica ed una laica rappresentate dall'UDC e da FLI, un partito di stampo europeo, cattolico-liberale che accolga spezzoni sani di entrambi gli schieramenti conservatori, di destra e di sinistra e che si ponga come obiettivo politico quello della rappresentanza ed in subordine quello del taglio delle ali estreme. In questo momento le ali estreme sono rappresentate dalla Lega, da una certa sinistra che non è ancora entrata nel ventesimo secolo e da spezzoni del PDL che nulla hanno a che fare con la parola legalità. Un esempio per tutti, quello della patrimoniale. Tutti la agitano come una delle soluzioni di tutti i mali e in parte è così, ma bisogna intendersi bene. Esiste una patrimoniale di stampo liberale e liberista, tesa a redistribuire la ricchezza a vantaggio anche delle classi medie ed esiste una patrimoniale punitiva nei confronti della semplice proprietà. Basta un errore nella formulazione della patrimoniale per impoverire il paese invece di centrare l'obiettivo di liberare risorse per la crescita. Non si può lasciare queste decisioni ad una certa sinistra, ricordando che il responsabile economico del PD ha idee non tanto dissimili da Vendola sull'argomento. Soprattutto non si può far parte di una coalizione che assommi tutto ed il contrario di tutto, partendo appunto da Vendola per arrivare al Terzo Polo. La vita è fatta di scelte da cui dipende il futuro dei nostri figli. Sono obiettivi ambiziosi, ma è improcastinabile questa scelta strategica, la gente capirà, basta essere chiari e propositivi e far vedere che si difendono realmente gli interessi della stragrande maggioranza del paese, al contrario di  molti partiti che difendono gli interessi di minoranze con diritti strabordanti. L'appello è rivolto in particolar modo al Presidente Gianfranco Fini, affinchè la middle class italiana possa finalmente ritornare a sognare.

martedì 14 giugno 2011

Oltre la destra e la sinistra, oltre Berlusconi

di Basilio Milatos

Mentre assistiamo, da quando è nata FLI, in quel weekend milanese di Febbraio, ad un lungo, stantìo e anche un pò stucchevole dibattito interno sulla sacralità del posizionamento strategico del partito "a destra", sulla pretesa abiura di presunte fantomatiche "derive sinistrorse",

dal Paese (mai come in questo caso con la P maiuscola...) arrivano messaggi molto chiari. Netti. Precisi. Segnali rispetto ai quali non sono ammesse miopie o peggio cecità di sorta.

L'Italia è già oltre. Finalmente, vien da dire, meglio tardi che mai.

Già alle recenti amministrative era stato evidente che era in atto un cambiamento profondo. Il referendum è andato ancora più a fondo nel rompere i vecchi schemi. La gente (torno a dire, finalmente!) è un pò più autonoma nelle proprie scelte, il vincolo di fedeltà coi principali partiti si è allentato e si badi bene: questo è evidente per PDL e Lega, ma lo è anche, in buona misura, per il PD, basti pensare che i due sostanziali trionfatori delle ultime amminastrive, Pisapia e De Magistris, non sono certo uomini dell'establishment del PD.

Su questa scia, nei due giorni referendari è accaduto qualcosa di ancor più significativo: diversi milioni (la stima è almeno una decina) di elettori del PDL e della Lega hanno clamorosamente disatteso le direttive dei loro leader. Non sono andati al mare, non sono rimasti a casa, malgrado i pessimi consigli di Berlusconi e Bossi. Sono andati a votare e hanno pure messo una bella X sul segno SI, decretando uno schiaffo niente male ai vertici del centrodestra.

Ma come, la Padania leghista ha votato come volevano Di Pietro e Bersani, ignorando le "indicazioni" del Trota's father? Ebbene si. Ed è accaduto non perchè siano diventati tutti improvvisamente dei famigerati comunisti mangiatori di bambini. Ma perchè, di fronte al GIUSTO, non c'è steccato ideologico che tenga. Non c'è destra e sinistra, semmai c'è l'impossibilità di continuare a non vedere cosa sia il Berlusconismo e dove stia portando e abbia già portato l'Italia. Di fronte a istanze GIUSTE, di fronte alla forza delle idee, la gente non passa tutte le proprie scelte sotto la lente di schemi sempre più logori come Destra e Sinistra, come moderati ed estremisti, come conservatori e progressisti; semplicemente, la gente sceglie chi e cosa appaia più corretto. E chi invece, rimandare a casa prima possibile.

E' questa la strada da seguire. Vorrei sentire sempre meno dibattiti sul "centrodestra" che dobbiamo essere, sul moderatismo, sul bipolarismo o sul terzo polo, e sempre più discussioni sul merito. Sulle cose, sui progetti, sui temi pratici e su quelli etici e morali, sulle persone e sulle loro storie. Senza pregiudizi e senza patenti "disabilitanti o abilitanti" a prescindere. Vorrei vedere sempre più TRASVERSALITA' intellettuale e politica. Dobbiamo guardare oltre.

sabato 11 giugno 2011

Il leader è un valore aggiunto

di Alessandro Piergentili
Un errore Futuro e Libertà l'ha fatto. Ha peccato di superbia. Togliere il nome di Gianfranco Fini dal logo, un partito appena nato, senza un'organizzazione stabile e strutturata, rodata da congressi provinciali e regionali, senza media di riferimento, se non l'utilizzo massiccio di internet da parte dei propri militanti, è stato coraggioso, ma ha comportato diversi svantaggi diretti ed indiretti. Non c'entra nulla il discorso riguardante i partiti personalistici. Fini non è
Berlusconi e FLI non è e non sarà mai il PDL. Noi abbiamo il problema opposto, ci manca maledettamente il nostro campione, che per dovere istituzionale sta servendo il paese proteggendolo, insieme a Napolitano, dalle bizzarrie e dai colpi di coda di un sistema politico al tramonto com'è il berlusconismo. Una squadra di calcio non può fare a meno dei campioni e noi non possiamo fare a meno di un leader come Gianfranco Fini, soprattutto nella fase iniziale di vita del partito. Non mi piace la gerontocrazia, ma non mi piace nemmeno chi trasforma la politica solo in una questione anagrafica. Non ci bastava Renzi con i suoi rottamatori che vorrebbe sostituire la vecchia classe dirigente, buttando via il bambino con l'acqua sporca e non distinguendo tra figura e figura, adesso abbiamo anche noi il nostro rottamatore. Non si può essere eletti solo perchè giovani, così come non si può essere mandati a casa solo perchè si è da tanto in Parlamento. Iniziamo ad informarci ed a distinguere e i discorsi qualunquistici lasciamoli da altre parti per favore. Gianfranco Fini non è Silvio Berlusconi e non è nemmeno Umberto Bossi. Questa affermazione non risiede nella semplice valutazione dell'uomo, ma dall'analisi della storia, del percorso politico e dal pantheon valoriale a cui fanno riferimento i tre uomini in questione. Chi non effettua questa analisi come può restare tranquillamente in Futuro e Libertà? Va bene la democrazia, va bene la tolleranza delle minoranze interne, va bene tutto, ma non credo che si possa coesistere all'interno dello stesso contenitore politico. Quindi iniziamo a farla noi questa analisi e diamo una risposta ritornando al nostro logo, quello con Fini in bella evidenza. Così i distinguo e le provocazioni giornalieri diverranno note stonate e gli autori saranno messi nella condizione di dover decidere il proprio futuro una volta per tutte.

martedì 7 giugno 2011

Il paese in mano agli estremisti. Serve un polo moderato.

di Alessandro Piergentili
Eccoli lì. Appena vinte delle elezioni spuntano le bandiere rosse, veterocomunisti esaltati ritornano nelle trasmissioni televisive con le proposte più strambe che fanno concorrenza a quelle della Lega ed un piccolo mondo che dovrebbe stare nei libri di storia ritorna in auge dando quasi ragione alle paure infuse dalla propaganda berlusconiana. Uno spot migliore per Berlusconi non c'è. Saranno in grado di salvarlo ancora una volta? Per fortuna il duo PDL-Lega non brilla per moderatismo e continua ad imperversare con trasferimenti al nord di ministeri, continuando a sottovalutare la situazione. Noi siamo moderati, in questo momento le ali estreme imperversano e non esiste un'alternativa credibile nè a destra, nè a sinistra. Forse i contenitori attuali non sono adeguati a descrivere la geografia politica. In realtà da un'analisi più approfondita potremmo affermare che esistono quattro realtà politiche. Un estremismo di destra costituito dall'ala berlusconiana del PDL, i colonnelli ex AN, la Lega e gli storaciani, il terzo polo che potrebbe attrarre anche molti moderati del PDL, l'ala progressista del PD e poi tutto il mondo della sinistra che purtroppo non è ancora maturo, l'ha dimostrato immediatamente dopo le elezioni amministrative appena tenutesi. Quattro aree politiche la cui disomogeneità è il vero problema dell'Italia, perchè con l'avvento del berlusconismo prevalgono sempre le ali estreme o al limite l'incapacità di tenere assieme la coalizione vincente. Un esperimento affascinante sarebbe quello di unire i moderati di destra e sinistra ed isolare le ali. Non per sempre, ma in modo tale da riscrivere le regole costituzionali e la legge elettorale, in modo che il moderatismo abbia sempre una collocazione di primo piano in qualsiasi coalizione governativa. Anche perchè i moderati rappresentano la maggioranza del paese e non si capisce perchè una coalizione debba rappresentare gli interessi di un 10/15% di estremisti in modo prevalente dimenticandosi ogni volta del resto degli italiani. Questo è il vero nodo politico che Futuro e Libertà dovrebbe iniziare a sciogliere a cominciare dalla politica delle alleanze.